
Lunedì il risveglio è certamente indimenticabile.

A metà mattina si parte alla volta di Las Vegas! Il traffico di Los Angeles del lunedì è, come prevedibile, ancora più impressionante di quello della domenica ma noi stiamo uscendo dalla città e non ci va neanche troppo male.
Pochi chilometri e inizia il deserto del Mojave. Il panorama è lunare e il termometro sale.


110 gradi Fahrenheit! Che equivalgono a 43,3 gradi Celsius! Niente male.
Viaggiamo per quattro ore in questo paesaggio affascinante, lungo un nastro d’asfalto che attraversa il nulla. Ogni tanto un piccolo agglomerato di case o di baracche o di roulotte ci fa riflettere sulla vita delle persone che ci abitano.
Las Vegas ci accoglie con un caldo torrido ed una luce abbacinante.

Dopo esserci un po’ ritemprati e aver fatto un giro esplorativo del nostro hotel, il Luxor, usciamo alla volta dello Strip.
Las Vegas è un luogo difficile da spiegare. Un po’ Gardaland, un po’ girone dei dannati, ci restituisce più tristezza che divertimento. Certamente alcuni Casinò sono fantastici, con attrazioni meravigliose. La notte, poi, con lo sfavillio delle luci, riesce a mimetizzare le sfaccettature più tristi di questo posto.





Molto emozionanti, invece, i giochi d’acqua delle fontane del Bellagio. E il Casinò…va visto! Magari anche solo guardando Ocean’s Eleven!!!


Il Casinò è un tripudio di fiori: le piante vengono cambiate ogni 15 giorni perché non sfioriscano mai! Il profumo che aleggia ovunque è inebriante.
Dopo aver tentato la fortuna, siamo tornati al Luxor pronti a lasciare, senza nostalgia, Los Angeles!
